top of page

L'auto medica 6343 donata dal Circolo Noam di Milano salva vite a Gerusalemme

  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min


Una mattina come tante. La televisione accesa in sottofondo, una tazza di caffè sul tavolo, la serenità della propria casa. Poi, all'improvviso, un suono diverso.

Un uomo di 62 anni di Gerusalemme, che poco prima aveva accusato un forte dolore al petto e una profonda debolezza, si era sdraiato sul divano per riposare. Sua moglie ha sentito un respiro insolito, un rantolo. Ha capito che qualcosa non andava e ha composto immediatamente il numero di emergenza di Magen David Adom.

Dall'altra parte della linea, l'operatore del centralino riconosce subito la gravità della situazione. Con calma e professionalità ha guidato la donna nelle manovre di rianimazione cardiopolmonare (RCP), trasformandola nella prima persona a combattere per salvare la vita del marito.

Mentre le compressioni toraciche erano già iniziate, una squadra di Magen David Adom correva verso l'abitazione: un'Unità Mobile di Terapia Intensiva, un'ambulanza, un veicolo di pronto intervento e personale altamente specializzato.

Tra i primi ad arrivare c'era Nadav Taieb, paramedico e team leader di 27 anni, che viveva a pochi minuti di distanza.

«Quando sono entrato in casa», racconta, «Ho trovato il paziente crollato a terra privo di sensi. Ho iniziato immediatamente la rianimazione, collegato il monitor e somministrato la prima scarica del defibrillatore».

L'uomo era in fibrillazione ventricolare, una delle forme più gravi di arresto cardiaco. Solo un intervento immediato e qualificato poteva dargli una possibilità di sopravvivenza.

Il soggiorno di casa si è trasformato in una sala d'emergenza. Compressioni toraciche, defibrillazioni, farmaci, gestione avanzata delle vie aeree. Minuto dopo minuto, il team non si è mai fermato.

Poi, finalmente, dopo diverse scariche del defibrillatore...il cuore ha ripreso a battere.

Stabilizzato sul posto, il paziente è stato trasportato d'urgenza allo Shaare Zedek Medical Center, dove i cardiologi erano già pronti ad accoglierlo.

Per Taieb, la storia non finisce quando si chiudono le porte dell'ambulanza. "Sono ancora in contatto con la famiglia. Spero che quando tornerà a casa potrò andare a trovarlo, e che si riprenda completamente, senza conseguenze durature" racconta.

In caso di arresto cardiaco, la sopravvivenza non dipende da un solo momento, ma da una catena di persone che non esitano ad agire nel modo migliore: una moglie che si è fidata del proprio istinto, un operatore del centralino che ha guidato la rianimazione al telefono, i soccorritori di Magen David Adom che hanno portato decenni di formazione nel salotto di una famiglia.

Ogni anello di quella catena è stato fondamentale.

 

Dietro ogni ambulanza, ogni defibrillatore, ogni centrale operativa e ogni professionista formato ci sono persone che hanno scelto di sostenere questa missione. Grazie al loro aiuto, Magen David Adom può intervenire in pochi minuti, offrendo cure d'emergenza all'avanguardia e salvando vite, senza distinzione di età, religione o provenienza.

Anche il tuo sostegno può fare la differenza.

Con una donazione agli Amici di Magen David Adom in Italia contribuirai a garantire mezzi di soccorso, tecnologie salvavita, formazione continua del personale e interventi tempestivi che, come in questa storia, possono trasformare pochi secondi in una vita salvata.



Commenti


bottom of page