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Sul target in 4 minuti: Israele e la soluzione della moto ambulanza

(Tratto da un’intervista a cura di Emergency Live al CFO del Magen David Adom Alon Friedman, 19 maggio 2019, in occasione del Pre-IMDAC a Milano)

Come fa il Magen David Adom a raggiungere un ferito in 4 minuti nelle aree urbane?

“Abbiamo una reazione molto veloce nelle emergenze grazie ad un sistema veramente tecnologico, implementato durante gli ultimi anni. Riceviamo la telefonata di emergenza attraverso un sistema informatizzato che può localizzare il chiamante immediatamente. Oggigiorno questo servizio di localizzazione è molto efficace, e possiamo incrociare il dato con quello della nostra flotta, controllata attraverso GPS. Sappiamo esattamente dove è il paziente, dove sono i mezzi attorno al paziente, e quale è il più indicato per soccorrerlo”.

Con tutte le informazioni raccolte, il dispatcher invia con il computer una scheda del target al mezzo più vicino. Il nostro sistema, creato 7 anni fa, comprende però anche le first responding unit. Si tratta di un corpo volontario con 25.000 iscritti dai 15 agli 80 anni. Tutti hanno effettuato un training BLSD e tutti hanno ricevuto un equipaggiamento adeguato per operare correttamente sulla scena di un’emergenza.

Alcuni volontari usano la propria auto per fornire supporto, altri operano a piedi, o in bicicletta. A 500 di questi volontari invece abbiamo fornito i Piaggio Mp3 500 con attrezzatura BLSD. Il principale obiettivo ti questo gruppo è di raggiungere il paziente nel minor tempo possibile. I volontari si trovano soprattutto nelle maggiori aree metropolitane, come Tel-Aviv, Gerusalemme e Haifa. Conosciamo il traffico di quelle zone e sappiamo che le ambulanze ci metterebbero parecchio per raggiungere la scena, a causa di code o cantieri. Con le Piaggio Mp3 invece possiamo far arrivare sul target first responder con competenze BLSD in 4 minuti circa. In questo modo possiamo trattare i pazienti – con supporto vitale basico, supporto anti emorragico, defibrillazione o stabilizzazione. Quando poi, poco dopo, l’ambulanza arriva sulla scena, è l’equipe medicale che continua il trattamento fino all’ospedale”.

Quando avete iniziato a usare le moto ambulanze?

Il nostro progetto è partito nel 2010, utilizzando diverse tipologie di motociclette. Quando abbiamo scoperto il Piaggio Mp3, abbiamo pensato fosse la soluzione adeguata a noi per diverse ragioni. Prima di tutto è una moto a tre ruote, più sicura delle motociclette tradizionali, per i nostri first responders. Poi abbiamo avuto subito dei feedback positivi sulla guida. La seconda ragione che ci ha portato a selezionare queste moto è che possiamo equipaggiarle con molti device fondamentali per operare su strada. Defibrillatore, borsa BLS, kit per il controllo delle emorragie, eventualmente ossigeno. Ciò che è fondamentale per operare sul paziente può essere portato, e garantisce una stabilizzazione iniziale del paziente cruciale per la sua sopravvivenza. Questa moto ha anche luci e sirene per aumentare la visibilità nel traffico, muovendosi così in maniera più sicura fra gli autisti.

Che tipo di professionista ALS guida la vostra motomedica?

“In questi servizi il mezzo è condotto da un paramedico. Hanno un equipaggiamento ALS specifico, che ci permette di mandare la motocicletta sullo scenario quando sappiamo che è necessaria da subito una risposta avanzata. Se dai dati raccolti sappiamo che un paramedico può migliorare rapidamente la situazione, usiamo la motomedica. Siamo soddisfatti da questa soluzione, i primi risultati ottenuti sottolineano la nostra idea, soprattutto nei casi di arresto cardiaco o di mass casualties, quando la riduzione dei tempi di intervento incide fortemente sull’outcome dei pazienti coinvolti. Se accade un incidente con un bus, su un’autostrada, e si creano code e ingorghi, può accadere che l’invio dei first responders non sia sufficiente. Con la motomedica il professionista sanitario può raggiungere anch’esso il luogo dell’incidente con velocità, coordinare la situazione, fare un report alla centrale più dettagliato. In questi casi (incidenti stradali, ma anche attacchi terroristici ndr) avere un report con buone informazioni sulle reali necessità sanitarie è fondamentale. Con la motomedica non abbiamo solo una buona risposta, rapida, ma anche occhi preparati che sanno vedere e richiedere il giusto numero di risorse per l’intervento”.

Sono moto tecnologiche, queste che state usando: c’è anche una telecamera?

“Si, e non solo! Le first responders bike in particolare hanno delle micro camere wi-fi, ma tutti i nostri veicoli sono equipaggiati con le dash. Le immagini sono importanti nel nostro report system. Il dispatch center controlla le camere e quando l’ambulanza – o meglio la moto ambulanza – arriva sul target può posizionarsi a 10 metri dal ferito e dare alla centrale operativa una foto o un video dell’intervento. Il first responder o il paramedico possono operare e la centrale può valutare la scena, decidendo già quante risorse assegnare e inviare per il successo dei servizio”.


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