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Vite da volontari #05_Una forza inarrestabile

Aggiornato il: nov 16





Avevamo promesso di parlarvene mostrandovi un suo intervento nel video sull'importanza di essere preparati all'emergenza https://www.amdaitalia.org/post/vite-da-volontari-04_quando-la-differenza-la-fa-chi-ci-sta-vicino.

Oggi per “Vite da volontari” teniamo fede all'impegno: è il momento di conoscere Yaniv Zaroug, una forza inarrestabile di Magen David Adom secondo chi lo ha frequentato. Il suo lavoro al Jerusalem Regional Dispatch è stato determinante dagli interventi per le vittime di attacchi terroristici alla gestione degli MCI (incidenti di massa). Un lavoro instancabile, frutto di una volontà altrettanto instancabile perché Yaniv non ha lasciato che il suo handicap gli impedisse di salvare vite per decenni.


Questa volta non sarà un filmato a raccontarcelo, ma un lunga intervista che si legge come un racconto di avventura.

La prima cosa che si nota incontrando Yaniv Zaroug, è la sua personalità estroversa e simpatica. È anche empatico ed educato, ma professionale. Il fatto che abbia un handicap fisico non è la sua caratteristica distintiva e non è qualcosa lo possa definire in qualche modo. Lui ha già dimostrato a sé stesso e agli altri che nulla può impedirgli di fare ciò che ama: salvare vite.

Yaniv è nato a Gerusalemme nel 1973 con una sindrome genetica chiamata “Acondroplasia”, un disturbo della crescita ossea che causa un nanismo sproporzionato. Chi soffre di questo disturbo in genere ha un torso normale e arti inferiori più corti, creando problemi alla colonna vertebrale a lungo termine. Nel 1988 Yaniv ha subìto un intervento di allungamento degli arti gli arti inferiori di 12 cm. Un processo lungo e doloroso che Yaniv ricorda così: "Durante l'intervento, che è durato un'ora e mezza, i chirurghi hanno effettivamente fratturato il mio femore e per 120 giorni ho avuto l'osso fratturato e allungato di un millimetro al giorno utilizzando una piattaforma speciale. Durante questo periodo, le ossa si sono fuse insieme, poi hanno rimosso le impalcature che sostenevano le mie gambe e ho imparato a camminare di nuovo, ma durante l'intero processo sono stato costretto su una sedia a rotelle. "

Superata la lunga riabilitazione, Yaniv ha ripreso a vivere la sua vita con uno spirito nuovo, “conquistando” il mondo a cominciare da un cambiamento di prospettiva: non sarebbe stato più un paziente ma un soccorritore. "Ho iniziato a fare volontariato con MDA (Magen David Adom) nel 1991 come giovane Volontario, ho seguito le orme dei miei fratelli. Nel 1994 ho iniziato a lavorare al Jerusalem Regional Dispatch Center come spedizioniere e ho svolto i turni come EMT (Emergency Medical Technician: soccorritore ndt)."

La determinazione di Yaniv divenne presto evidente ai suoi supervisori che lo fecero salire rapidamente di livello. "Il Direttore regionale di Gerusalemme al tempo era Avraham Helbersberg che ha notato come, nonostante la mia disabilità, fossi in grado di fare il mio lavoro con la stessa efficacia di chiunque altro dipendente. C'erano altri 4 dipendenti disabili che lavoravano nel Dispatch Center, quindi era un ambiente dove avevo il supporto morale dei colleghi. Avevo il vantaggio aggiuntivo di lavorare già come come EMT, quindi potevo essere molto d’aiuto per gestire le chiamate di emergenza”.

In prima linea negli attacchi terroristici

I primi giorni di lavoro presso MDA sono stati piuttosto drammatici e Yaniv è stato costretto a far fronte alle difficili scene che si presentavano davanti ai suoi occhi dopo gli attacchi terroristici: le sfide fisiche ed emotive erano piuttosto grandi. Zaroug ricorda: "Durante i miei primi turni ho vissuto alcuni dei peggiori attacchi terroristici come il chiosco che è stato fatto saltare in aria a Binyanei Hauma (Israel Conference Center), l'attentato all'autobus numero 18 e molti, molti altri. Ho curato migliaia di feriti, ma nonostante i miei limiti fisici non ho avuto problemi a soccorrere e trasportare i pazienti. Un incidente che non dimenticherò mai avvenne alla fine di un turno di notte nel 2001. Stavamo tornando alla stazione e siamo stati chiamati sulla scena di un attacco all'hotel Hyatt. All'arrivo abbiamo trovato il ministro Rehavam Ze'evi gravemente ferito. L'abbiamo curato e trasportato all’Hadassa Ein Karem Hospital a Gerusalemme in condizioni critiche, dove purtroppo non è sopravvissuto. "

In quel periodo le squadre del MDA a Gerusalemme erano sulle scene di molti sanguinosi e violenti attacchi terroristici e non solo, dovendo curare centinaia di cittadini, soldati e turisti. "Uno dei maggiori incidenti nella regione di Gerusalemme – ricorda acora Yaniv- è stato il crollo del soffitto della Sala dei matrimoni del Palazzo Versailles a Talpiot. Durante quell'intervento ho prestato i primi soccorsi e trasportato molti feriti in ospedale e sono poi tornato sulla scena della tragedia per curare altre persone. E' stato un fatto insolito, grave e orribile."

La mia salute mi ha costretto a cambiare rotta, ma non ho mai rinunciato a salvare vite.

Nel 2006, a causa delle sue condizioni, Yaniv è stato costretto a subire una complessa operazione alla schiena, superata con successo, ma i suoi medici gli proibiscono di tornare sul campo e di sottostare allo stress dovuto all’attività di volontario, ma Yaniv accetta solo parzialmente gli ordini dei medici “Se da un lato sono stato costretto a lasciare l'operatività sul campo, dall’altro sono diventato il comandante di turno del Dispatch Center nella regione di Gerusalemme, un incarico di enorme responsabilità perchè ha un impatto diretto sul salvataggio di vite umane. Per otto anni, dal 2002 al 2010, ho gestito la Centrale convinto che la professionalità e le risorse umane siano la cosa più importante e come manager ho posto grande enfasi a questi due principi”.

Powering On

Sfortunatamente nel 2010 Yaniv deve subire un'ulteriore operazione ed è costretto a rinunciare alla posizione di manager, ma ancora una volta non è disposto a lasciare che le sue condizioni mediche determinino il suo destino. L'ultima sfida nel Regional Dispatch Center di Gerusalemme è quello di occuparsi dell’addestramento della prossima generazione di dispatcher (gli operatori del centro ndt) come sua missione personale. "Gli EMT nel Dispatch Center sono il collegamento tra il paziente e il team che fornisce assistenza. Pertanto ogni telefonata deve essere efficace. Il mio obiettivo è addestrare la prossima generazione di “dispatcher” professionisti. Sono molto contento di sentirmi motivato anche dopo 25 anni e sono felice di dare ancora tutto me stesso agli altri. Spero che sia qualcosa che le future generazioni di dispatcher potranno dire anche di se stessi."

Yaniv ha un rapporto fantastico con le squadre di Gerusalemme Regional Sation, e di loro dice con affetto: "MDA è casa mia, le squadre del MDA di Gerusalemme sono la mia famiglia. Questo è il posto dove sono più felice "

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