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Martedì 3 settembre l’ Ambasciatore israeliano uscente delle Nazioni Unite, Gilad Erdan, è stato nominato Presidente mondiale del Magen David Adom.


In questo ruolo, i suoi compiti principali saranno promuovere le attività di emergenza medica e della Banca del Sangue e rappresentare il MDA sul palcoscenico internazionale.


Il Magen David Adom è il Servizio Nazionale di Emergenza pre-ospedaliera di Israele e

leader nella risposta medica alle maxi-emergenze (siano esse guerre, catastrofi naturali o emergenze umanitarie). Come è noto, il MDA è una organizzazione no-profit con un organico di alcune migliaia di dipendenti e 32mila soccorritori e medici volontari, che fornisce trattamenti salva-vita e trasporta più di un milione di pazienti ogni anno negli ospedali di tutto il paese. Raccoglie, tratta e distribuisce il sangue necessario a tutti gli ospedali del paese, sia alle Forze di Difesa. Organizza corsi di formazione al primo soccorso, fornisce assistenza medica, impiega tecnologie all’avanguardia e intrattiene uno stretto rapporto di collaborazione con le autorità locali e con le Forze di Difesa, nello sforzo comune di ottimizzare i tempi e le tecniche di risposta alle emergenze.


Erdan, Ambasciatore alle Nazioni Unite per quattro anni e in precedenza negli Stati

Uniti, è noto come uno strenuo difensore di Israele. In passato ha ricoperto la carica di Ministro della Difesa ed è stato membro del Consiglio di Sicurezza Israeliano. Dopo il 7 ottobre, ha rappresentato una delle voci più forti del diritto di Israele a difendersi.

 “Il Magen David Adom rappresenta la colonna portante della resilienza israeliana”, ha detto Erdan, “ed è suo compito proteggere le persone all’interno dei confini dello stato, inclusi i soldati feriti. Israele si trova a fronteggiare delle sfide senza precedenti e un pericolo imminente per milioni di cittadini israeliani. Il Magen David Adom gioca un ruolo decisivo nel rafforzare la resilienza nazionale a dispetto degli attacchi di Hezbollah e dell’Iran, così come la minaccia della guerra a livello regionale. Il risultato immediato di un Magen David Adom efficiente e forte è una migliore

 protezione dei cittadini d’Israele”.


“Siamo onorati ed emozionati di dare il benvenuto all’Ambasciatore Erdan in questo

ruolo”, ha detto Catherine Reed, CEO degli Amici Americani di Magen David Adom. “La sua grande esperienza come sostenitore di Israele sarà fondamentale nel promuovere il lavoro del MDA nel salvare vite.”

 

Farahan Al Quadi, cittadino israeliano druso della comunità residente in un’area vicina alla città araba-beduina di Rahat,di 53 anni, padre di una numerosa famiglia, è

stato liberato dalla lunga prigionia di Hamas dalle Forze di Difesa Israeliane lo scorso martedì 27 agosto. Trovato da un’ unità militare speciale nella località Rafah, nei tunnel sotto Gaza, Al Quadi è stato trasportato in elicottero e quindi in ambulanza fino all’ospedale Soroka in Be’er Sheva.


L' unità mobile di terapia intensiva MICU che ha prestato servizio per soccorrere Farahan Al Quadi era stata donata nel 2018 al Magen David Adom da un gruppo di 20 amici inglesi di MDA UK che, per poter raggiungere la cifra di 100mila sterline da destinare all'acquisto del mezzo di soccorso, attraversarono Israele camminando per ben 70 chilometri.


L’operazione di salvataggio, che ha avuto grande successo, è il risultato di un'intensa

collaborazione che, da più di cento anni, vede le Forze di Difesa e il Magen David Adom lavorare fianco a fianco in tempi di pace e di guerra. Il ruolo del Magen David Adom è fondamentale nelle operazioni di salvataggio degli ostaggi, così come in tutte le tipologie di emergenze, sia in Israele che sui due fronti di guerra, per fornire entro pochi minuti assistenza medica ai feriti.



 

 

 

 

 

 

Il progetto "Prime contrazioni" lanciato dal MDA in collaborazione con la Israel Midwives Organization e la Jewish Federations of North America è un'iniziativa lodevole. L'obiettivo è rendere autonome e fiduciose le future mamme che, in situazioni di guerra o gravi emergenze, non possono raggiungere una struttura ospedaliera.

 

Le ostetriche volontarie formate nell'ambito del progetto assistono le donne durante la gravidanza e al momento del parto, sia attraverso visite a domicilio che con supporto a distanza. Ogni ostetrica riceve un kit di primo soccorso contenente un ecografo portatile, bombole di ossigeno e altre attrezzature specifiche per affrontare eventuali emergenze.

 

L'idea di creare una rete di ostetriche nelle immediate vicinanze delle donne incinte, con mezzi ed equipaggiamento medico adeguato, è preziosa. “La possibilità di chiamare l'ostetrica riduce lo stress per le gestanti e offre loro il coraggio di affrontare il parto anche a casa” dice Ragda Faris Rabah, ostetrica al Galilee Medical Center e residente nel villaggio druso di Kisra-Sumei".

 

Questa iniziativa dimostra la capacità del MDA di trovare soluzioni innovative per le sfide, e si spera che possa essere consolidato anche in tempi di pace. È un esempio di come la collaborazione e la dedizione possano fare la differenza nella vita delle persone.

 





 

 

 

 

 

 

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