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Sono trascorsi più di 100 giorni di guerra, 100 interminabili giorni per gli eroi del Magen David Adom.

Ogni minuto vengono ricevute almeno 3 richieste di soccorso.


Medici infermieri e paramedici ai confini nord e sud d’Israele sono al servizio dei civili, costante bersaglio dei già 12.000 (!) missili lanciati da Gaza e del sanguinoso terrorismo nelle città.


Tutti i mezzi, compresi gli elicotteri, e il personale più specializzato sono anche chiamati a trasportare i feriti della guerra all'interno del territorio di Gaza negli ospedali più vicini ai fronti.

Sono caduti già 19 medici e paramedici nell’adempimento del proprio dovere e parecchi mezzi sono stati presi di mira e distrutti o danneggiati di proposito.


Cento giorni in cui sono state raccolte e distribuite più di 80 mila sacche di sangue e centinaia di litri di latte materno per nutrire i neonati prematuri e quelli orfani in stato di necessità.


Cento giorni in cui non abbiamo smesso di lottare per il ritorno degli ostaggi e cercato di spronare la Croce Rossa Internazionale all’adempimento dei propri principi umanitari.


Cento giorni in cui la comunità italiana ha dimostrato affetto e vicinanza al Magen David Adom, permettendo di donare, tra l’altro, 4 ambulanze, 2 moto mediche, un’auto medica Kia Picanto e rendere operativa una “camera d’equilibrio” Airlock della Banca del Sangue che assicura la protezione dei laboratori e della riserva di sangue dagli attacchi biologici, chimici e batteriologici e permette l'invio in sicurezza del fabbisogno ematico al fronte.


Cento giorni e grazie a voi amici noi non ci fermiamo e lavoriamo intensamente per nuovi progetti che ci permetteranno di donare altri mezzi e strumenti per sostenere questa critica e dura emergenza dalle cui sorti dipende il futuro d’Israele.





 

 

È molto piaciuto il corso di primo soccorso per i più giovani organizzato dagli Amici del Magen David Adom Italia ETS e realizzato nel mese di novembre grazie all’UCEI e ai fondi 8x1000, in collaborazione con il Comitato di Milano della Croce Rossa Italiana.


Gli alunni delle classi IV e V elementare e delle medie (15 e 18 rispettivamente) della scuola Josef Tehillot di Milano hanno seguito con vivo interesse le spiegazioni fornite dai formatori della Croce Rossa negli incontri svolti settimanalmente in classe.


Molte sono state le domande dei bambini, ad esempio sui piccoli traumi, come le ferite superficiali e i lividi e sulle situazioni a loro note, come il sanguinamento dal naso. Non sono mancate anche domande più impegnative, sullo stato di incoscienza e sull’avvelenamento accidentale. I formatori hanno esposto gli argomenti alla lim, in modo chiaro e progressivo, in slides organizzate in schemi e elenchi supportati da immagini e simulazioni reali. Hanno introdotto situazioni comuni (una persona che si sente male in metropolitana, o che perde coscienza sulla scala mobile di un centro commerciale) e impartito istruzioni su come comportarsi.


Gli alunni hanno imparato innanzitutto alcune norme di sicurezza e igiene (evitare di entrare in contatto con liquidi corporei senza protezioni adeguate come dei guanti di gomma/plastica e accertarsi delle condizioni per la propria incolumità e quella della persona da soccorrere), quali sono le funzioni vitali da controllare per prime (battito cardiaco, respirazione, stato di coscienza) e le nozioni fondamentali del primo soccorso: mantenere la calma, effettuare correttamente una chiamata al 112, cosa fare, ma soprattutto non fare, in caso di persona incosciente o con trauma evidente, come rianimare e come fermare un sanguinamento, come fornire supporto psicologico per evitare l’aggravamento delle condizioni e messo in pratica le linee guida del massaggio cardio-respiratorio sul manichino e del trattamento delle ferite, da lievi a molto gravi.


Le ore del corso sono state stabilite curriculari e inserite nel programma di educazione fisica. I bambini hanno ricevuto materiali informativi a sostegno dell’apprendimento e ottenuto l’ultimo giorno un attestato di partecipazione.


“Salvare una vita è un’esperienza dal valore incalcolabile”, ci dice la formatrice, a conclusione di questo percorso. “Nessuno stipendio potrebbe ripagare così tanto”. E non possiamo che essere d’accordo.

Un vivo ringraziamento ai formatori della Croce Rossa Lorena Bianchi e Massimo Peruzzi.




 

 

È noto che il latte materno è l’unico alimento possibile per i bimbi nati prematuri e per quelli che vivono condizioni particolari di salute o familiari.


Il Magen David Adom ha istituito da tempo una efficientissima Banca nazionale del Latte materno, la cui sede è ad oggi la stessa della Banca del Sangue, presso Ramle.


Prima della guerra in corso erano registrate 750 donatrici, con un flusso di latte distribuito pari a 170 litri al mese.

Col disumano attacco di Hamas ai civili israeliani (l’ormai noto, purtroppo, Black Saturday – 7 ottobre 2023), e l’inizio dell’Operazione Swords of Iron, la Banca del Latte si è trovata a fronteggiare una domanda triplicata di nutrimento per i neonati le cui madri sono state richiamate al fronte e per tutti quei bambini che per cause legate alla guerra si sono trovati in mancanza del nutrimento materno.

Registrando uno straordinario successo nella campagna di sensibilizzazione e raccolta immediatamente avviata all’indomani del 7 ottobre, la Banca ha raccolto in 6 settimane più di 600 litri di latte, donati per fronteggiare l'emergenza, ed ha già accolto 200 nuove donatrici.


Altre 500 madri desiderose di donare hanno iniziato il complesso iter di accettazione, che prevede numerosissimi controlli di salute e della composizione e qualità del latte raccolto e somministrato. Ogni dose distribuita, oltre ad essere perfettamente sterile, viene composta dal latte attentamente controllato di 4 o 5 donatrici, per massimizzare lo spettro nutritivo e anticorpale fornito ai piccoli utenti. E si comprende bene come tutto il processo, dalla raccolta alla somministrazione, che passa attraverso così tante fasi, abbia richiesto e richieda ancora oggi uno sforzo notevole da parte di tutto il personale MDA della Bnaca. Ma questo duro impegno ha dato i suoi frutti.


Di questo successo che scalda il cuore parla l’articolo di mercoledì 22.11.23 del magazine on line Shalom, scritto da Jacqueline Sermoneta, che si sofferma sulla componente psicologico-affettiva del donare e del ricevere latte materno. Prima ancora, il 14.11, anche il Jerusalem Post aveva dato rilevanza all’impegno profuso dal Magen David Adom nella raccolta del latte, e spiegato nel dettaglio il processo dalla selezione alla distribuzione finale.


Grazie alle tante mamme coraggiose che si sono presentate sin dai primi giorni dopo l’assalto di Hamas, e ai volontari che le assistono, non ci saranno carenze in Israele nel supporto ai neonati prematuri o a tutti quelli che - ora più che mai, con molte madri uccise, sotto shock o impegnate nelle operazioni militari - ne hanno bisogno. E questo a dispetto della guerra in atto.


Donare il latte, oltre ad essere una vera e propria operazione salva-vita, è un gesto d’amore e una dolcissima coccola, quasi un balsamo per l’anima che, sottolinea Sharon Bansburg-Zabary – Direttrice della Banca del Latte di MDA – va oltre i legami biologici, e di cui nessun bambino dovrebbe essere privato.

 


 

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