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Uno scambio di esperienza tra Italia e Israele per la gestione dell’emergenza coronavirus

Aggiornato il: giu 4



Il Municipio di Tel Aviv si è illuminato in loro onore, le massime autorità di Israele hanno lodato il loro impegno. Persino attori come il cast di “Fauda” o Gal “Wonder Woman” Gadot hanno voluto mandare il loro messaggio di apprezzamento. I destinatari di questi omaggi sono gli uomini e le donne di Magen David Adom che stanno facendo l’impossibile per fronteggiare il Coronavirus in Israele. In questa nazione da 90 anni MDA è il servizio di emergenza medica, ma mai come in questo momento in cui il mondo è unito dalla pandemia MDA è anche una rete che vede gli “Amici” dell’organizzazione impegnati a fare la loro parte, seguendo quello spirito di mutua assistenza comunitaria ben ricordato dal Presidente israeliano Reuven Rivlin.

Da noi Magen David Adom Italia Onlus ha dovuto rinviare l’evento per festeggiare i 90 anni (previsto per il 4 maggio), ma nel contempo ha messo in campo contatti ed iniziative per far fronte al nemico comune. Se il nostro Paese ha affrontato per primo l’epidemia diventando un esempio virtuoso di lockdown anche per Israele, lì MDA ha utilizzato la sua esperienza nelle emergenze applicando un sano pragmatismo nel trovare velocemente soluzioni. Già all’arrivo del virus ha approntato le contromisure: ha aumentato i mezzi, ha reclutato 500 volontari formandoli per gestire le chiamate (arrivate a quasi 100.000 al giorno) ed effettuare i test, ha messo in campo tecnologie avanzate per individuare le persone contagiate e le persone con esse venute in contatto; si è attrezzata per effettuare il maggior numero di test tampone, arrivando a farne oltre 8.000; ha realizzato centri di controllo mobili “Test and Drive” per effettuare in soli 4 minuti i test, facendo rimanere le persone a bordo della propria auto; ha dotato 50 ambulanze di una separazione tra l’abitacolo e il posto di guida per trasportare i pazienti Covid positivi. E siccome da sempre MDA si occupa della raccolta di sangue, oggi è in prima linea anche nel programma “passive vaccine” che vede le trasfusioni da pazienti guariti dal virus Conad-19 per curare i malati positivi al virus. Tutto questo senza trascurare la “normale” opera di soccorso.

Gli amici italiani di MDA sono impegnati a far conoscere questa esperienza perché possa essere messa a frutto anche nel nostro Paese. Specie sui social dove l’appuntamento più seguito è quello con Giada, una volontaria del MDA che ogni settimana spiega in Italiano cosa sta capitando in Israele e fornisce suggerimenti utili in base all’evolversi della situazione. Ma il dialogo Italia-Israele porta a risultati anche sul campo, come quando MDA Italia ha ricevuto un appello per la ricerca di mascherine da parte del Dipartimento Emergenza Urgenza del Piemonte 118, con il quale esiste una stretta collaborazione. Una notte di telefonate a Tel Aviv ha permesso di trovarne in Brasile e fare spedire 3 milioni di pezzi in Italia.

Il tema della collaborazione tra Italia e Israele è anche al centro della lettera che Eli Bin, Direttore Generale di MDA, ha inviato ai presidenti delle Comunità ebraiche di Roma e Milano.

“Sono giorni di sostegno reciproco della comunità e rafforzamento delle equipe mediche, che lottano giorno dopo giorno per la salute e la vita di molti. Noi, le squadre del Magen David Adom in Israele, vi siamo vicini e le nostre preghiere sono rivolte a voi. Vi auguro dal profondo del nostro cuore una buona salute e di tornare presto a giorni felici”

Magen David Adom Italia ONLUS

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