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Cambio di presidenza al MDA Italia


Lo scorso 14 giugno, il Dott. Gianemilio Stern è stato eletto nuovo Presidente dell'Associazione Amici del Magen David Adom Italia ETS.

 

Il Presidente uscente, il Dott. Sami Sisa, che ha fondato AMDA Italia e la conduce dal 2012, rimane nella Ambassadors Commitee.

 

"Non sarà facile ripetere i fantastici successi ottenuti da Sami in questi 12 anni," scrive il Dott. Stern, nella newsletter indirizzata agli Amici dell'associazione. "Tuttavia mi tranquillizza poter contare sul prezioso supporto del Vice Presidente Riccardo Gandus e degli altri Membri del Consiglio Direttivo: Daniel Burger, Geraldine Haddad e Francesca Modiano, nonché sul ruolo fondamentale di Silvia Voghera come Coordinatrice nazionale e di tutti i Volontari dell’Associazione".

 

Dalla sua fondazione, il ruolo di AMDA è stato di supporto a tutte le attività del Magen David Adom Israele, nonché di mediazione tra le comunità scientifiche italiana e israeliana per gli scambi reciproci di conoscenze mediche all'avanguardia e per la diffusione dei protocolli per far fronte alle emergenze (guerre, catastrofi), sviluppati da MDA in quasi un secolo dalla nascita, a Tel Aviv.

 

AMDA Italia si è distinta per la partecipazione a importanti progetti quali la creazione della nuova Banca del Sangue, sita a Ramle, nel cuore di Israele - una punta di diamante per la tecnica costruttiva sviluppata in collaborazione con l'esercito e che garantisce la sicurezza delle riserve di sangue contro attacchi chimici, batteriologici, informatici e missilistici, e per le sofisticate attrezzature mediche all'interno dei laboratori di ricerca - e della nuova sede principale di MDA a Yad Gavne.

 

Inoltre, ha inviato nel tempo in Israele decine di veicoli di pronto soccorso (ambulanze di vari tipi, auto e moto mediche) ed equipaggiamento medico e protettivo, in special modo dopo il 7 di ottobre. Le generose donazioni degli Amici Italiani sono servite anche di supporto alle ripetute campagne della Banca del Sangue e della Banca del Latte Materno.

 

AMDA Italia ha inoltre organizzato sul nostro territorio numerosi corsi di primo soccorso e sull'uso del defibrillatore in collaborazione con la Croce Rossa Italiana, e ha tra i suoi obiettivi la diffusione delle conoscenze di base per poter intervenire in caso di emergenza.

 

Un sentito augurio al Presidente Dott. Stern di buon inizio e di proseguire e ampliare questa grande opera di supporto al Magen David Adom per poter salvare quante più vite possibile, senza distinzione alcuna di etnia, credo religioso, genere, età o convinzioni politiche.

 



 

Se il prossimo obiettivo di Hamas saranno i centri abitati della regione di Israele subito a nord di Tel Aviv, che si chiama Sharon, i terroristi troveranno ad attenderli un paramedico speciale.

Si chiama Orianne Lucatz, è madre di due figlie e vive a Kfar Neter, a pochi chilometri a sud della città di Netanya. È manager del MDA per le stazioni dell’intera regione di Sharon.


Il 7 di ottobre, Orianne si è svegliata al suono delle sirene. Aveva appena terminato un turno di notte a Netanya, ma si è diretta immediatamente al centro regionale MDA, dove ha effettuato un passaggio alla modalità di emergenza. Le chiamate di richiesta di soccorso sono arrivate numerose a causa dei razzi lanciati sull’intero paese, ma non ci sono state vittime – fortunatamente – nella regione di Sharon. Tuttavia i contatti con le altre sedi del Magen David Adom sono stati e sono tutt’ora costanti, e vi è un aggiornamento in tempo reale della situazione dell’intero stato.


“Le mie figlie sono consapevoli di quanto sia importante il Magen David Adom e di quanto fondamentale sia il mio ruolo all’interno dell’organizzazione”, dice Orianne. In qualità di manager dell’intera regione, sta a lei organizzare al meglio l’invio delle squadre di emergenza e anche preoccuparsi della loro sicurezza. E Orianne ha provveduto ad equipaggiare i paramedici con caschi e giubbotti anti-proiettile e con tutte le precauzioni possibili. “Stiamo affrontando da 8 mesi una guerra terribile”, dice. “Ciò che mi dà forza è la consapevolezza che questa guerra ha come obiettivo principale quello di riportare gli ostaggi a casa e scongiurare una situazione simile in futuro. L’intera organizzazione del MDA sta lavorando sodo. Tutti i miei amici che hanno combattuto per salvare la vita ai feriti, lo hanno fatto con l’unico scopo di permettere al nostro paese di esistere, e ai nostri figli di continuare a vivere qui in sicurezza. Molti colleghi hanno perso la loro stessa vita in servizio.”


Orianne spiega la difficoltà di essere sottoposti per mesi ad un livello altissimo di stress senza potersi permettere di perdere il controllo. I soccorritori del MDA si fanno forza gli uni con gli altri e questo permette loro di non perdere la testa, di mantenersi lucidi e sani di mente davanti agli orrori visti. “Si lavora insieme, si pensa insieme, a volte con umorismo, con canzoni. Desideriamo che tutto questo finisca presto, e di poter tornare ad ascoltare musica, a vivere. Vado avanti nella speranza”.


Se si chiede ad Orianne cosa ne pensa della possibilità che la guerra sia portata nella regione di Sharon, risponde che non ha dubbi, sarà lì, a combattere per salvare vite, insieme ai suoi colleghi e superiori. “Dopo quel terribile Shabbat, non credo che ci sia qualcuno nel paese che non sia stato colpito per aver perso molti amici e colleghi. Prego per giorni migliori e spero di sentire presto un po' di sollievo”.

 

 

 

Come noto, da 8 mesi (dal 7 di ottobre 2023) la guerra sta causando una situazione terribile in Israele. Le squadre di soccorso del Magen David Adom lavorano senza sosta soccorrendo i feriti, presidiando i centri abitati in tutta la regione settentrionale e meridionale e rispondendo alle sfide sia di sicurezza che mediche poste dalla guerra. La loro dedizione è ammirevole.

 

In una recentissima intervista rilasciata al Jerusalem Post, Uri Shacham, Capo dell'ufficio del Direttore Generale del Magen David Adom, ha dichiarato che ciò che ha reso possibile al MDA di reagire prontamente "alla più grande tragedia che Israele abbia mai fronteggiato dalla sua nascita" è la sua preparazione agli scenari più diversi e a catastrofi di grandi dimensioni.

 

I protocolli di risposta all'emergenza sono stati messi a punto da MDA nell'arco di 94 anni di sfide, e perfezionati fino a costituire una efficientissima base presa a modello da molti paesi nel mondo, e continuamente migliorata alla luce delle esperienze vissute.

 

In quella tragica mattina del 7 ottobre, nessuno aveva idea di cosa sarebbe successo, dice Shacham. Ma poiché tutte le chiamate di emergenza confluiscono al MDA, il team manageriale si è reso conto in pochi minuti della tragedia che si stava dispiegando, e ha preso decisioni che si sono rivelate cruciali nel contenere i danni. L'intera flotta di 1400 ambulanze è stata mobilitata immediatamente, così come i 30 mila volontari.

 

Oggi, il 7 giugno 2024, il MDA compie ufficialmente 94 anni. Nel tempo l'organizzazione si è ampliata, da un piccolo nucleo, fino a diventare un servizio di emergenza nazionale d'eccellenza, impegnato come membro della Croce Rossa Internazionale anche in missioni umanitarie nel mondo.

 

Il segreto di una vitalità prorompente a dispetto dell'età? Alcuni punti fondamentali: la motivazione a salvare la vita umana ad ogni costo, gli ideali di uguaglianza, la formazione continua, gli standard altissimi, l'obiettivo di eccellere e la priorità data ad essere sempre pronti. Da sempre, e in particolare dal 7 di ottobre, "diamo speranza agli israeliani" dice Shacham.

 

Tanti auguri Magen David Adom e che tutti noi si possa presto assistere al ritorno della pace.

 

 

Per leggere l'articolo del Jerusalem Post, questo il link:

 

 

 

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