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Il 28 marzo l’ennesimo attacco terroristico di questo mese in Israele ha insanguinato Hedera, a Nord di Tel Aviv. Poco dopo gli spari dei terroristi dell’ISIS, le squadre di Magen David Adom sono intervenute per prestare il primo intervento e trasportare i casi più gravi negli ospedali: 2 uomini sulla ventina con ferite gravi, un uomo di 45 e una donna 20, con lesioni moderate, occupandosi anche di diverse persone sotto shock per quanto era successo. Come è previsto dal protocollo di intervento dell’Organizzazione, MDA ha prestato soccorso anche ai due terroristi autori dell’attentato, neutralizzati da due poliziotti in borghese.

Purtroppo per gli agenti della polizia di frontiera Shirel Abukarat, 19 anni, e Yezen Falah, 19 anni, israeliani di etnia drusa, non c’è stato nulla da fare. MDA ha espresso il suo più profondo cordoglio per queste due giovanissime vite spezzate e la vicinanza alle loro famiglie.

Il giorno dopo le stesse squadre di MDA che sono intervenute a Hedera si sono recati presso l'ospedale Hillel Yafe per visitare le vittime che hanno soccorso. Un incontro pieno di commozione in cui i paramedici si sono interessati delle loro condizioni e hanno augurato loro una pronta guarigione.





 

Mancano poche migliaia di Euro per terminare la nostra raccolta e donare a Magen David Adom un’ambulanza che verrà dedicata a Rav Elia Richetti z”z”l.

Per farvi comprendere l’importanza e l’eccellenza di questi mezzi Sami Sisa, Presidente degli Amici di Magen David Adom Italia ETS si è trasformato in un reporter di eccezione nel corso del suo ultimo viaggio in Israele, avvenuto nella seconda settimana di marzo. Una visita che lo ha portato nella centrale operativa di MDA a Kiriayt Ono proprio durante l’incontro con la delegazione dei corpi di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza Italiana.

Ma soprattutto una permanenza che gli ha permesso constatare l’assidua opera di assistenza ai profughi dall’Ucraina, destinati ad arrivare sempre più numerosi nel Paese e anche la riprese delle operazioni di contrasto al Covid-19 i cui numeri tornano a salire.

L’ultima tappa del suo reportage è stata a bordo di un’ambulanza attrezzata per la terapia intensiva, quelle che in Israele vengono chiamate le “Ambulanze Gialle”. Nel video realizzato da Sami con l’aiuto dei colleghi di MDA, scopriamo cosa c’è all’interno di questi veicoli dotati di attrezzature sofisticate e capaci di stabilizzare un paziente in condizioni critiche fino all’arrivo in ospedale. Sami ci illustra la loro dotazione (che comprende un numero impressionante di materiale medico altamente tecnologico) e i ruoli del personale per ogni tipo di intervento che devono affrontare.

Quello che vedete è anche quello per cui sostenete MDA e oggi è più che mai necessario farlo, proprio perché in questo periodo i mezzi, gli strumenti e il personale dell’organizzazione sono provati dall’altissimo numero di missioni necessarie per salvare vite. La differenza sul prossimo intervento potrà farla proprio il vostro aiuto.




 

Nozze d’argento speciali per i coniugi Gaia e Massimiliano Sermoneta, che in occasione del loro venticinquesimo anniversario di matrimonio hanno deciso di donare due defibrillatori, uno alla sinagoga Bet-El e l’altro a quella Chabad dei Colli Portuensi.

La cerimonia di consegna è avvenuta al Tempio Maggiore di Roma, sotto la guida del Maskil e medico gastroenterologo Cesare Efrati, Presidente della sezione romana degli Amici di Magen David Adom Italia ETS. “La diffusione della notizia di questa donazione è importante perché può stimolare altri a fare altrettanto: si mette a disposizione uno strumento per salvare delle vite - ha sottolineato il dottor Efrati - Il popolo ebraico, che è numericamente ristretto, ci insegna che i pochi possono fare la differenza e portare messaggi importanti verso tutti. Vorrei ringraziare lo staff dell’Associazione Amici del Magen David Adom (AMDA) di Milano per il supporto organizzativo, ed in particolare il presidente Sami Sisa e Silvia Voghera”.

Il dono dei Sermoneta è stato dedicato alla memoria di “Aldo Astrologo, dalla figlia Gaia: «Papà, anche grazie a te la nostra unione è nata e sarà per sempre»” e di “Eleonora Funaro bat Ada Amati, dal figlio Massimiliano: «Madre esemplare, affettuosa, esempio di vita e dedizione, unica per la famiglia»”. Ai due coniugi è stata poi consegnata una targa al merito per il loro gesto.

La speranza è che i defibrillatori possano rimanere inutilizzati, ma sempre pronti nei difficili casi di necessità che potrebbero verificarsi all’improvviso. Da oggi, due sinagoghe saranno un luogo più sicuro e più vicino al prossimo ed alla sua salute.

Grazie a Cesare Efrati che ci ha aiutato in questa scelta, mettendo a disposizione la struttura e aiutandoci ad organizzare il tutto - ha detto Massimiliano Sermoneta - Grazie al Tempio Maggiore che ha accolto la nostra volontà, e a tutti gli amici e parenti per la disponibilità dimostrata”.

L’assistenza ai malati è un precetto fondamentale dell’ebraismo: si chiama “BikurCholim, ed è una delle più grandi mitzvòt che si possano compiere - ha spiegato Rav Alberto Funaro nel suo discorso - Un principio che origina da una delle prime parashot che leggiamo, quando Abramo era convalescente (dopo la circoncisione, ndr) ed il Signore va a fargli visita”.

All’evento hanno presenziato le rappresentanze rabbiniche delle due Sinagoghe a cui verranno destinati i defibrillatori. Tra queste, quella di Rav Shalom Chazan, del Tempio Chabbad Colli Portuensi, il quale ha spiegato che la salvaguardia della vita umana è un elemento sovraordinato a qualsiasi altra cosa. Talmente tanto che il rispetto dei precetti, quali anche quello dello Shabbat, decadono obbligatoriamente nel caso in cui sia necessario salvare una vita in pericolo.

Questa donazione dimostra ulteriormente come nessuno si salvi da solo e di come le azioni dei singoli possano avere delle ripercussioni positive verso il prossimo. “Il Ba’al Shem Tov - conclude Rav Chazan - disse che un’anima potrebbe nascere e vivere la sua vita solo per fare, una volta, un favore ad un’altra persona. Che sia materiale oppure spirituale. Un favore nella vita è la giustificazione di tutti gli anni vissuti”.







 

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