Aggiornato il: mar 24



Non c’è soltanto questa rubrica per raccontare le vite dei volontari di Magen David Adom.

La scorsa settimana, in occasione della Festa della Donna, la TV Israeliana ha invitato in studio tre ragazze, tre paramedici che si impegnano ogni giorno con la divisa di Magen David Adom. Abbiamo così conosciuto Braa Glata, che lavora con MDA del distretto di Gilboa, Yonat Daskal Dagan della divisione operativa di MDA e Henia Shedmi di MDA Gerusalemme.

Una conversazione che ci ha fatto comprendere la drammaticità di questo anno impegnato nella lotta contro il COVID-19, in particolare nei giorni di marzo del 2020, quelli dell’arrivo del virus, quando si è cominciato a capire quanto la situazione stava evolvendo verso una crisi sanitaria di proporzioni mai viste. “Il numero delle chiamate ai centralini aveva raggiunto livelli incredibili”, ricorda Braa Glata parlando di caos e isteria che non si erano mai riscontrati nemmeno durante le guerre o le catastrofi naturali. Yonat Daskal Dagan mette l’accento sullo lo stress di quei giorni in cui si organizzavano per i primi test e si cercava di dare una risposta ad una popolazione spaventata. Mentre Henia rievoca i primi casi arrivati a Gerusalemme nel Purim dello scorso anno. L’intervista prosegue con le loro storie personali, il lockdown, la difficoltà di conciliare l’impegno con la vita privata, il timore di contagiarsi.

Tre ragazze normali, che in una situazione straordinaria hanno reagito in modo professionale e efficiente come richiede l’addestramento dei volontari di MDA, ma senza dimenticare i sentimenti e l’empatia proprie di chi spende la propria vita al servizio degli altri.








Una chiacchierata piacevole che ha fatto chiarezza su temi estremamente interessanti. Per chi l'avesse perso ecco l'incontro di Mercoledì 17 marzo a cura di AperiKucha Tel Aviv con: Dott. Nadav Davidovitch, Dott. Vered Gilad, Sami Sisa, Yael Bengio e Daniele Nahum



Un filmato da Israele ci aggiorna sull’avanzamento dei lavori per la nuova Banca del Sangue che Magen David Adom sta costruendo a Ramle. Spettacolari immagini in time lapse che mostrano come la costruzione si sia evoluta dalla posa della prima pietra nel 2015 a oggi ed i rendering sull’aspetto che avrà una volta finita.

Trovate qui (https://www.amdaitalia.org/banca-del-sangue) il link per la sezione del nostro sito che racconta questo incredibile progetto, in grado di raddoppiare la capacità di Israele di raccogliere, analizzare, distribuire il sangue per gli ospedali locali e garantire il fabbisogno del IDF.

Il nuovo sito permetterà inoltre di fronteggiare la crescita demografica e anche di accumulare riserve di plasma in un caveau sotterraneo, proteggendolo da terremoti, attacchi missilistici, chimici e informatici. Un posto così sicuro che diventerà anche la sede logistica di MDA, in modo che il servizio di emergenza di Israele continui anche in caso di una vera catastrofe.

Già, perché come ci ricorda il video, Israele si trova in una parte estremamente pericolosa del mondo. Il terrorismo non smette di bombardare le sue città con i missili e stati confinanti, come l’Iran, dichiarano costantemente di volerlo distruggere.

Come se non bastasse il paese è attraversato da due faglie sismiche che rendono molto probabile un forte terremoto in futuro. Il filmato ci ricorda anche che, da quando è stata costruita la prima banca del Sangue, nel 1987, la popolazione di Israele è praticamente raddoppiata e arriverà a 10 milioni di persone nel 2030.

Ecco perché Israele ha un disperato bisogno di questo nuovo centro. E oramai è quasi fatta: siamo al 95%.


Il motivo per cui vi mostriamo questo video è anche un altro: Magen David Adom ha ricevuto una sovvenzione di 10 milioni di dollari dalla Marcus Foundation, impegnata per la salute del popolo israeliano.

Tuttavia, per aprire la Banca del Sangue nella primavera del 2022 servono ancora molti fondi.

Ogni mattone sarà importante.