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Ora anche la Comunità Ebraica di Bologna ha un defibrillatore al servizio di tutti coloro che ne avranno bisogno, tra le sue mura o nel centro della città dove sorge. L’apparecchio è stato inaugurato ufficialmente giovedì 23 settembre, proprio all’ingresso del complesso della Sinagoga in via Finzi, nell’ambito della campagna “Datti una mossa dagli una scossa”, realizzata dall’Associazione Amici di Magen David Adom Italia ETS grazie al contributo a valere sui fondi 8 per mille 2020 dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Un Progetto che ha lo scopo di installare Defibrillatori DAE nei principali luoghi dell'ebraismo italiano.

La cerimonia di inaugurazione di Bologna ha visto protagonisti Rav Alberto Sermoneta, Rabbino Capo della Comuntà di Bologna, il Presidente della Comunità bolognese Daniele De Paz, Sami Sisa, Presidente Amici Magen David Adom Italia ETS e Daniele Tovoli, Segretario della Croce Rossa Italiana di Bologna, insieme ad una nutrita delegazione di istruttori di CRI che vedeva anche Elena Tragni, Veronica Longo e Maurizio Buonazia e Davide Filippi della CRI Friuli Venezia Giulia, corrdinatore del progetto. Inoltre la cerimonia ha visto la partecipazione di Federico Tagliazucchi dell’ASL di Bologna, di Ines Miriam Marach, Vicepresidente comunità di Bologna e di Marina Marini, Segretaria AME (Associazione Medica Ebraica).

Durante la Cerimonia il Presidente De Paz ha dato il benvenuto ai presenti leggendo il testo di saluto inviato dall’Assessore Regionale alle Politiche della Salute dell’Emilia Romagna, Raffaele Donini. Nel discorso l’assessore Donnini sottolinea come il defibrillatore sia inserito in una rete regionale di 5917 apparecchi e 11.278 cittadini che hanno scaricato l’apposita applicazione in grado di abilitarli come soccorritori di primo intervento.

Siamo felici di questa collaborazione con le Comunità del nostro Paese e con Croce Rossa Italia – ha ricordato Sami Sisa – facciamo tantissimi scambi di esperienze ed essere presenti su un territorio per noi è un fattore determinate, credo che regalare un defibrillatore sia proprio una delle cose più utili che si possano fare per una comunità e una città”.

Anche Rav Sermoneta ha compito un’interessante considerazione: “Abbiamo da poco trascorso il giorno del Kippur, il giorno in cui D-o per concederci il Suo perdono esamina le reni e il cuore, i luoghi della coscienza e della conoscenza secondo la tradizione rabbinica. Contribuire a riparare questi elementi dell’essere umano non può che essere estremamente importante”.

All’inaugurazione è seguito il corso BLSD (basic life support- early defibrillation), organizzato in collaborazione con la Croce Rossa Italiana - Comitato di Bologna che ha visto rilasciare un attestato di frequenza e l’idoneità all’uso del defibrillatore a una decina di partecipanti.

Ora la prossima tappa del Progetto Datti una mossa dagli una scossa sarà alla Comunità Ebraica di Trieste il 10 ottobre.




 

Oggi noi dell’Associazione Amici di Magen David Adom Italia ETS siamo a Bologna, riprende infatti la nostra campagna “Datti una mossa dagli una scossa”, realizzata con il contributo a valere sui fondi 8 per mille 2020 dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane con lo scopo di installare defibrillatori nei principali luoghi dell'ebraismo italiano. Come ricorderete nel 2018 sono stati attivati 8 Defibrillatori nei Bet Ha-Knesset di Milano e nel 2020/21 il progetto si è ampliato ad altre 5 comunità ebraiche nel centro-nord: Venezia, Casale Monferrato, Firenze… mancano ancora Bologna e Trieste.


L’apparecchio è installato all’ingresso della Comunità di Bologna, in modo ben visibile a tutti. Verrà ufficialmente inaugurato alle ore 12 in una piccola cerimonia alla presenza dei rappresentanti delle Istituzioni locali, della Comunità Ebraica di Bologna, degli Amici di Magen David Adom Italia e della Croce Rossa Italiana.


Da sottolineare, come fatto per le altre città, che il defibrillatore sarà a disposizione non solo dei tanti visitatori del complesso di via Mario Finzi, ma anche di chiunque dovesse averne bisogno nelle vicinanze. Ogni defibrillatore installato viene infatti segnalato al 118 per essere sempre a disposizione dei soccorritori in caso di emergenza. Una possibilità da non sottovalutare visto che in Italia i decessi per arresto cardiaco improvviso sono 60.000 all'anno e il 30% di questi potrebbe essere evitato con un defibrillatore a portata di mano.


Dopo l’inaugurazione, la Comunità di Bologna ospiterà il corso BLSD (basic life support- early defibrillation). La formazione sarà organizzata in collaborazione con la Croce Rossa Italiana - Comitato di Bologna e vedrà la partecipazione dell’istruttore CRI Davide Filippi, coordinatore CRI del progetto. Al termine verrà rilasciato un attestato di frequenza e l’idoneità all’uso del defibrillatore.


L’iniziativa si svolgerà in ottemperanza con le normative Covid19.


 

I Drusi sono tra le più importanti comunità arabe di Israele: oltre 140 mila membri, residenti soprattutto in Galilea. Acquista quindi un significato particolare la cerimonia che si è svolta domenica 25 luglio con cui si inaugurata la prima Unità Mobile di Terapia Intensiva (MICU) di Magen David Adom destinata a questa comunità. La cerimonia è avvenuta nella città di Julis, a Nord di Haifa, alla presenza delle autorità come lo sceicco Mowafaq Tarif, leader spirituale dei drusi di Israele e di Mounhal Hamoud, l’uomo che ha donato l’unità mobile, proprietario della catena di prodotti per la casa Merkaza. Erano presenti anche Safwan Mreeh, direttore della sicurezza e delle minoranze presso la International Fellowship of Christians and Jewish, il sindaco di Julis, Wissam Nabwani e per MDA il direttore generale Eli Bin e l'amministratore delegato della MDA Friends Society in Israele, la signora Orly Ariel.


La nuova MICU, opererà sette giorni su sette, fornendo una risposta medica avanzata ai residenti della città e delle aree circostanti oltre che ai numerosi automobilisti delle importanti arterie di collegamento che portano nel nord del Paese. Sarà un ulteriore implementazione di quanto MDA poteva schierare nella zona fino ad oggi: un’ambulanza standard e oltre 130 tra dipendenti e volontari, di cui circa 70 sono giovani volontari che lavorano proprio nella stazione MDA di Julis. Oltre a questi circa 150 residenti della città sono stati certificati come Life Guardians, tra loro medici e infermieri.

La sede operativa di Julis è caratterizzata inoltre da attività umanitarie specifiche per i residenti della zona, come la raccolta e la distribuzione di cibo per la Festa del Sacrificio, giornate dedicate alla donazione di plasma e giornate informative nelle scuole. Nell'ultimo anno e mezzo, i volontari MDA a Julis hanno attivato i “Drive and Test” per il Covid-19 e ambulatori per i test presso i complessi MDA, nel municipio e nelle case dei residenti guidando poi una campagna di vaccinazione alle quali hanno aderito migliaia di residenti, compresi i giovani.

Il sindaco di Julis Wissam Nabwani spiega così la stretta relazione tra la sua cittadina e Magen David Adom. "Una meravigliosa collaborazione: dobbiamo ringraziarli per l'assistenza e per averci trasmesso i valori del rispetto della vita umana”.


Tra i volontari di MDA di Julis c’è Lubna Kwas, figlia di Suleiman Kwas, autista di ambulanza morto in un incidente stradale nel 1984. A lui è dedicata la sede di MDA nella città Drusa. Commovente il suo intervento alla cerimonia: "Abbiamo assunto l'importante compito di preservare questa città per continuare il percorso mio padre e i suoi valori nei quali sono cresciuta. "


 

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