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L’11 ottobre sarà una giornata speciale per noi, saremo a Trieste per la tappa conclusiva della seconda fase del progetto “Datti una mossa dagli una scossa”. Chi ci segue da tempo sa bene di cosa parliamo: è la campagna di Amici di MDA Italia ETS creata con lo scopo di installare defibrillatori nei principali luoghi dell'ebraismo italiano, avvalendosi per questo scopo dei fondi 8 per mille 2020 dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.


Nel 2018 il progetto ha permesso di attivare 8 Defibrillatori nei Bet Ha-Knesset di Milano e nel 2020 si è ampliato ad altre 5 comunità ebraiche nel centro-nord: Venezia, Casale Monferrato, Firenze, Bologna e appunto Trieste. A causa della pandemia i tempi si sono allungati e alcune cerimonie per l’inaugurazione degli apparecchi hanno dovuto attendere il 2021. Ma non finirà certamente qui, stiamo già pensando al terzo step e scegliendo le località e le Comunità a cui portare i defibrillatori nel prossimo anno. C’è ancora molto da fare e ogni minuto può essere importante per salvare una vita.

a giornata di Trieste sarà importante per diversi motivi. Saremo innanzitutto in un luogo davvero speciale: il defibrillatore sarà infatti installato nei locali delle Scuole ebraiche “Morpurgo Tedeschi” e alle ore 10 inaugureremo l’apparecchio salvavita che ricordiamo è stato messo in opera con il contributo della Comunità Ebraica di Trieste. Subito dopo l’inaugurazione, in collaborazione con Croce Rossa Italiana - Comitato di Trieste, le scuole ebraiche di Trieste “Morpurgo Tedeschi” ospitano il corso “Yeladim Ghiborim”, perché non è mai troppo presto per imparare come intervenire in caso di emergenza con semplici gesti che possono salvare la vita. A tutti i partecipanti del corso verrà consegnato “Anche i piccoli salvano come i grandi” – Un libro per giocare, colorare e imparare che uno+uno+due fa 112.


L’iniziativa si svolgerà in ottemperanza con le normative Covid 19.




 

7422 interventi!

Quando contribuite per far avere una nuova ambulanza a Magen David Adom ricordatevi questa cifra, appartiene ad un altro mezzo donato dagli italiani nel 2014 ed è il bilancio della sua vita operativa fino ad oggi. MDA tiene, infatti, un conto preciso dell’attività di ciascun mezzo e così siamo andati a curiosare per scoprire quello dell’ambulanza con licenza 3085832.

Si tratta di un mezzo che entrava in servizio il 17 novembre del 2014 a Nof HaGalil, una cittadina della Galilea nei pressi di Nazaret, grazie appunto ad una generosità partita dall’Italia.

Un gesto ben ripagato: in sette anni l’ambulanza ha risposto a 7442 chiamate di emergenza e di queste 5047 riguardavano problemi medici su adulti, 691 incidenti stradali, 295 emergenze pediatriche, 112 vittime di violenza, 45 incidenti sul lavoro… tra le tante voci anche le 40 chiamate di donne in stato prenatale di cui 7 hanno partorito sul mezzo.

La cosa più importante è ricordare che ciascuna di queste chiamate non è una cifra, ma una persona! Pensate alle vite salvate, alle famiglie che hanno sentito la sirena di questa ambulanza come una salvezza.

E pensate che anche voi potete contribuire a fare in modo che nei prossimi anni altre persone possano essere salvate grazie all’intervento di un’ambulanza MDA.

Il modo c’è: la sottoscrizione per un’ambulanza dedicata a Rav Elia Richetti z”z”l” è arrivata a metà della raccolta. Possiamo farcela! E per tutti quelli che ci aiuteranno ci sarà un giorno la soddisfazione nel guardare altri numeri come questi, sapendo che ciascun intervento è stato grazie a loro. Per contribuire subito alla ambulanza dedicata a Rav Elia Richetti z”z”l” vai subito alla pagina https://www.amdaitalia.org/raccolta-fondi







 

“Forse abbiamo delle differenze, ma i punti in comune sono molto più forti. Il colore del sangue non distingue tra arabo, ebreo o non credente. Se per mobilitare le persone ci vuole un nemico, noi abbiamo per nemici le pandemie, l’ingiustizia sociale, la povertà”. Sono le parole di Mohammed Al-Hadid, Presidente della Mezzaluna Rossa della Giordania. Un sostenitore di lunga data di Magen David Adom, che nel 2006 ne caldeggiò l'ammissione al Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa. Da allora il simbolo del Magen David racchiuso in un diamante è visibile accanto alla croce e alla mezzaluna ed utilizzato da MDA ogni volta che opera all'estero.


Ospite d'onore di un pranzo organizzato da MDA UK per celebrare il primo anniversario degli Accordi di Abramo, Al Hadid ha parlato di come la formazione in Israele abbia aiutato ad equipaggiare i paramedici nel suo Paese a far fronte alla crisi del Covid, usando parole di elogio per il servizio di emergenza israeliano: “È un'organizzazione fantastica. Abbiamo inviato un gruppo di studenti giordani in Israele. Avremmo potuto inviarli in altri paesi o con un'ora d’auto farli viaggiare ogni giorno tra la Giordania e Israele. Invece hanno trascorso quattro anni lì, conoscendo molti amici. MDA li ha formati e addestrati bene. Ora molti di loro lavorano nel nostro centro e sono stati determinanti nell'emergenza Covid”. Al Hadid ha rivelato inoltre che la collaborazione continuerà e i Giordani prenderanno parte a un seminario a Tel Aviv a dicembre per prepararsi all’eventualità di terremoti nella regione.

Il Presidente della MDA UK Russell Jacobs ha commentato così la serata: "C'era un palpabile senso di unione verso uno scopo comune: siamo pronti ad affrontare insieme le sfide umanitarie della regione di qualsiasi natura, attraverso iniziative congiunte di formazione incrociata e condivisione di tecnologie, sfruttando l'impegno di Israele e le risorse locali di MDA a beneficio dell'intera regione”.

Durante l’incontro è stato annunciato che la forte relazione sviluppata tra MDA e la Mezzaluna Rossa giordana, attraverso il lavoro umanitario del Dr. Al-Hadid, sarà ampliata con i nuovi partner di Israele nei prossimi mesi e tra questi potrebbe esserci proprio l’Italia. Il Presidente della Mezzaluna Rossa Giordana ha infatti già accettato con piacere l’invito a visitare il nostro Paese per incontrare i tanti amici che lo aspettano qui.

 

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