L'attività di formazione di MDA Italia Onlus sta riprendendo in questi mesi, nel rispetto delle regole di distanziamento e di tutte le precauzioni per la diffusione del Covid-19: è ripartito il corso di Manovre Salvavita Pediatriche e sono stati attivati in collaborazione con CRI corsi di BLSD in diverse comunità Ebraiche d'Italia dove MDA Italia Onlus sta installando i Defibrillatori.

Ma anche se non state frequentando un corso o siete in attesa di partecipare, c'è qualcosa di utile che potete fare per cominciare a prendere dimestichezza con quelle manovre che un giorno potrebbero aiutarvi a salvare una vita.

Conoscere il corpo umano e sapere come farlo funzionare al meglio, infatti, non è solo compito di un medico specializzato, ma di ognuno di noi, ed è già una buona base per salvare le vite in pericolo di altre persone e salvaguardare la salute della nostra.

Tutti possono leggere e memorizzare un libricino, come molti di noi potrebbero essere in grado di applicare ciò che hanno imparato. È nostra responsabilità prenderci cura del prossimo e fare di tutto per aiutarlo.

A volte basta davvero poco per ribaltare la situazione, mantenere in vita una persona nei 7 minuti prima dell'arrivo dei soccorsi può essere fondamentale. Ed è proprio quel poco che ognuno di noi ha dovere di saper fare, impiegando qualche ora del proprio tempo in un corso per l'uso del defibrillatore e alla memorizzazione della guida contenente le spiegazioni alle manovre di primo soccorso.

Ecco perché Maghen David Adom Italia si occupa di diffondere e sensibilizzare il più possibile il manuale "I Primi 7 Minuti, Guida al Primo Soccorso". Anche noi giovani volontari, siamo chiamati a far sì che anche una semplice studentessa o una mamma ed un papà indaffarati siano preparati all'evenienza. Questa guida è spiegata attraverso un linguaggio semplice ed efficace, con vignette che favoriscono l'apprendimento e la memorizzazione.

Puoi facilmente ordinare il libro da noi (info@amdaitalia.org) o fare ancora di più: aiutaci a far sì che più persone possibili vengano a conoscenza di queste manovre, regalando il libro ad una persona speciale, contribuendo all'istruzione salvavita.

https://www.amdaitalia.org/corsi-di-formazione


Ghila Schreiber, Classe 2° linguistico

Volontaria MDA Italia ONLUS









Una cerimonia semplice ma molto sentita ha visto l'attivazione del defibrillatore di MDA Italia alla Comunità Ebraica di Venezia domenica 18 ottobre. Una bella mattina di sole in cui il piccolo giardino di Cannaregio, a pochi metri dal sito del nuovo apparecchio, è diventato un luogo dove trovarsi e per regalare un piccolo tassello di speranza ad un futuro che in questi giorni appare incerto.

Come è noto l'inaugurazione di Venezia fa parte del progetto “Datti una mossa, dammi una scossa” con cui Magen David Adom Italia ONLUS intende installare nei principali luoghi ebraici italiani un apparecchio salvavita DEA, iniziativa resa possibile anche grazie ai fondi 8 per mille 2020 dell' UCEI.

Per l'occasione nel Ghetto di Venezia si sono ritrovati Paolo Navarro Dina, Consigliere Comunità Ebraica di Venezia, Silvia Voghera, Coordinator Magen David Adom Italia ONLUS, Marco Borghi, Presidente della Municipalità di Venezia-Murano-Burano, Simone Venturini, Assessore del Comune di Venezia e Laura Ferraioli in rappresentanza del comitato regionale della Croce Rossa Italiana del Veneto.




Chi salva una vita salva il mondo intero”, la Coordinatrice nazionale di MDA Italia Silvia Voghera ha esordito con il famoso passo del Talmud per ricordare l'impegno del Magen David Adom in Israele, in Italia e nel Mondo. L'organizzazione svolge un ruolo determinante nell'aiutare le persone più fragili, gli ammalati e i feriti in ogni situazione. Un impegno che passa anche attraverso i defibrillatori, collocati nei luoghi più affollati in Israele, riutilizzando spesso le vecchie cabine telefoniche. “Il defibrillatore che abbiamo istallato a Venezia dà un messaggio pubblico – prosegue Voghera – ciascuno può salvare una vita”.

Dalle autorità e dai rappresentanti delle associazioni coinvolte, a cominciare proprio dall'assessore Venturini, è stato anche sottolineato più volte come un defibrillatore sia una risorsa per tutta la città, in uno spirito di ampia collaborazione tra le forze del territorio in funzione del bene comune. Da più parti anzi si è auspicato di continuare a lavorare con MDA e CRI su altri progetti analoghi.

Dopo i discorsi ufficiali, la cerimonia ha visto Simone Venturini, Marco Borghi e Silvia Voghera scoprire la targa che ricorda la donazione e la giornata è proseguita sempre nei locali della Comunità con il corso BLSD, ovvero incentrato su manovre salvavita e proprio sull'uso defibrillatore, e coordinato dall'istruttore CRI Davide Filippi, presente anche in rappresentanza di CRI Friuli, e Andrea De Rossi del comitato CRI Venezia.

Ora il progetto di MDA attende la prossima tappa: Firenze, domenica 25 ottobre alle ore 11, un defibrillatore sarà attivato alla Comunità Ebraica toscana proprio all'ingresso di Sinagoga e Museo Ebraico.









Questa è la storia di Noam, è la storia di un intervento complesso come ne capitano in un'organizzazione di soccorso ramificata qual è Magen David Adom.


E' una storia che ha inizio una sera di Rosh-Hashanà a Rahat, una piccola comunità di beduini nel sud di Israele, dove Noam ha un incidente che gli causa l'amputazione delle dita di una mano. E' la storia di una corsa in ambulanza, poi in elicottero e di tutto l'impegno e l'esperienza del personale di MDA per arrivare in tempo in ospedale e ridare a Noam le sue dita.


La storia di Noam però non è come le altre, perché Noam è un bambino di 7 anni e le parole dei suoi soccorritori ci spiegano che quando c'è in ballo la vita di un bambino tutto diventa diverso, in qualche modo devi mettercela tutta per garantire il suo futuro, e spesso se sei genitore la componente emotiva diventa predominante, perché senti che quel bambino potrebbe essere tuo figlio.


Ecco perché la storia di Noam ce le raccontano non solo quattro volontari che quella sera lo hanno soccorso, ma anche i loro figli con i quali il piccolo Noam si ritroverà a giocare.


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