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Per le strade di Gan Yavne



Vi abbiamo raccontato la storia di Gan Yavne e soprattutto dei suoi problemi che rendono così importante costruire una nuova sede di MDA in questa città: gli attacchi terroristici, l'aumento demografico degli ultimi anni, come la popolazione ha affrontato il Covid, ma per farvi realmente comprendere l'importanza del nostro progetto bisogna porsi una domanda. Com'è vivere in questa città che aspetta il nostro aiuto?

Non c'è che un modo per rispondere: oggi vi portiamo a Gan Yavne.

A Gan Yavne ci si arriva facilmente. Da Tel Aviv con il bus 239 sono solo 40 km, un'ora circa di viaggio, poco meno con la linea ferroviaria 73. In auto è ancora più semplice: basta imboccare l'autostrada n 4 in direzione Sud. Lo svincolo di uscita per Gan Yavne della grande arteria di comunicazione (sì proprio quello su cui sono caduti i razzi di Hezbollah) vi porterà dritti in centro.

Non vi aspettate un villaggio turistico, la città è nata nel 1931 dall'immigrazione di ebrei polacchi e russi ed assomiglia ai tanti insediamenti creati dal nulla e rapidamente espansi in questi ultimi anni nella pianura al centro di Israele. Di fatto, a parte il commercio locale, i servizi e gli agricoltori impegnati nelle coltivazioni di agrumi, la maggior parte degli abitanti di Gan Yavne lavora a Ashdod, il capoluogo della regione a soli 14 km da qui, una città di 200.000 abitanti con un grande porto, magazzini e diverse tipologie di impresa.

Oltre 3.000 anni fa la zona faceva parte della pentapoli filistea (ad Ashdod esiste persino un museo dedicato a questo popolo), ma Gan Yavne non conserva tracce del passato, né dell'insediamento che esisteva prima del 1930. Di fatto è una città che fa parte di un hinterland fortemente inurbato e circondato da comuni simili.

Visitiamola: dall'autostrada imbocchiamo la Derech Jerushalaim e poi svoltiamo a sinistra in nell'ombreggiata Rehov Herzl verso il centro. La via attraversa tutta la città da Nord a Sud ed è un susseguirsi di negozietti, abitazioni monofamigliari, raramente più alte di due piani, dove a spiccare sono gli edifici pubblici e i centri commerciali. Solo qualche graziosa villetta degli anni 30 ricorda il recente passato cittadino.

E qui al numero 43 si trova anche il municipio, una bassa struttura funzionale che sul retro ospita l'attuale piccolo presidio di Magen David Adom. Poco distante sulla parallela Rehov Ha-Shoftim, al numero 11, troviamo invece la caserma dei Pompieri. E' qui che sorgerà la nuova sede operativa di Magen David Adom a Gan Yavne.

Risalendo Rehov Herzl verso nord ci imbattiamo nella biblioteca civica. Pensate che è stata aperta nel 1990 grazie al contributo della città canadese di Winnipeg con cui Gan Yavne è gemellata. La biblioteca è un centro di aggregazione, specie per i giovani, anche perché vi si svolgono molte attività culturali e performance teatrali mensili. Proprio un gruppo di giovani ha inoltre creato una sezione di consultazione dedicata ai soldati e alle vittime del terrorismo nate a Gan Yavne, con volumi ricchi di informazioni personali e la loro storia. Del resto, per la sua vicinanza con l'Egitto e oggi con la striscia di Gaza, la zona è stata spesso coinvolta nelle guerre arabo-israeliane e va molto fiera dei suoi combattenti: tanto che uno dei punti di interesse della città è il monumento dedicato ai caduti in guerra inaugurato nel 2010.

L'amministrazione è sensibile alla crescita della città e fa di tutto per offrire ai 25.000 abitanti i servizi essenziali: ci sono banche, un ufficio postale, centri sportivi. L'incremento demografico ha portato alla creazione di tanti parchi giochi (alcuni dei quali con scivoli veramente spettacolari) e alla creazione di molte scuole. Tantissimi i luoghi per ristorarsi: tra cui un ristorante Yemenita e un gelataio italiano.

Ci sono ben 19 sinagoghe, ma potreste essere molto delusi se cercate un hotel.

La tipologia di questa cittadina lascia molti indizi sui suoi abitanti che sono lavoratori seri e pragmatici, attenti alla famiglia e magari anche dei loro problemi quotidiani oltre a quelli straordinari a cui abbiamo accennato. In fondo sono come gli abitanti delle città di “periferia” un po' in ogni parte del mondo e MDA li affronta con impegno ogni giorno attraversando queste strade a bordo di un'ambulanza.

E allora adesso che li conoscete che ne direste di aiutarli? State sicuri che un giorno vi ringrazieranno.



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